Le barriere coralline di tutto il pianeta sono minacciate dall'aumento delle temperature associato al cambiamento climatico. Non solo dobbiamo comprendere meglio cosa abbiamo da perdere, ma dobbiamo anche adottare approcci imparziali per garantire che l'approccio ottimale di conservazione o ripristino adottato sia effettivamente quello che massimizza il rapporto costi/benefici: il massimo impatto positivo per i coralli e gli altri organismi che vivono nelle barriere coralline per unità di costo.
Tuttavia, le decisioni in materia di conservazione vengono normalmente prese basandosi su "sensazioni istintive" e non su dati locali (che, fino a poco tempo fa, non esistevano nemmeno nella maggior parte delle aree di barriera corallina). In questa presentazione, dimostro quanto sia facile esplorare e poi analizzare in modo completo un ampio set di dati sulle barriere coralline che comprende quasi l'intero spettro biologico spaziale: dalle molecole con cellule coralline (scala da pm a nm), alle colonie di corallo (scala da cm a m), fino a intere barriere coralline riprese dallo spazio (scala da km a mm). Mostrerò in particolare come gli approcci utilizzati per analizzare "grandi" set di dati molecolari non siano in realtà così diversi da quelli che gli ecologi sfruttano per caratterizzare gli habitat e come gli strumenti e le tecniche analitiche originariamente sviluppati per i biologi molecolari siano eccellenti quando adattati ai set di dati ecologici (e viceversa).
Dopo aver utilizzato gli strumenti di JMP Pro per evidenziare come visualizzare e analizzare questi complessi set di dati, dimostro come possono essere integrati non solo per fare previsioni efficaci sullo stato futuro delle barriere coralline, ma anche per progettare con sicurezza quale approccio di conservazione dovrebbe essere implementato per garantire che la barriera corallina sia effettivamente "a prova di clima".